“Sapori d’altri tempi” – le ricette della tradizione corletana | Le friselle di Donna Giulia

Il cibo è memoria e rappresenta da sempre uno dei perni principali del comune patrimonio identitario di una Terra, di un Paese. La Basilicata ha in questo senso una storia ricchissima alimentata dalle tante civiltà con cui è entrata in contato sin da tempi antichissimi.
Pitagora, nell’affollato tempio di Demetra a Metaponto, consigliava la sua dieta «vegetariana», invitando a non spezzare il pane «perché intorno ad un solo pane, un tempo, si riunivano gli amici». E Aminta di Heraclea, ricordava come il maestro Platone avesse cura della propria salute seguendo una dieta fatta di olive, fichi freschi o secchi, miele e qualche formaggio, che comunque raccomandava di non consumare la sera perché «fermentano nello stomaco durante la notte». Orazio raccontava nelle Satire «l’amore del poco», le cene a base di ceci, porri e lagane, delle sue origini. Dei piatti e delle pietanze agrodolci medievali, frutto delle contaminazioni normanne e arabe, testimoniano tutt’ora tante ricette
lucane. E ancora presenti sono pure le minestre e le paste della tradizione spagnola e francese rivisitate sulla scorta delle tante materie prime del nostro ricco paesaggio agroalimentare. Un milieu che anima i versi dei nostri poeti del Novecento, da Scotellaro a Riviello, da Pierro a Sinisgalli – che si fece ritrarre con una “collana” lucana di teste d’aglio al collo – e che torna nelle rappresentazioni della civiltà contadina dei pittori Giocoli e Guerricchio e di molti altri artisti.

Con la nostra volontaria del #serviziocivile, e con alcuni soci della nostra associazione, ogni settimana, vi porteremo alla scoperta dei sapori d’altri tempi.

Pronti con carta e penna… si parte sulle vie del gusto!

 

Ed eccoci alla prima ricetta della nostra rubrica: le Friselle di Donna Giulia.
Utilizzate principalmente nelle feste pasquali e durante i matrimoni, le friselle, si adattano però a tutte le occasioni: dalla colazione ad un tè con gli amici.
Un dolce genuino, dalla ricetta semplice e deliziosa.
Mettiamoci all’opera!
𝕀ℕ𝔾ℝ𝔼𝔻𝕀𝔼ℕ𝕋𝕀:
Ricetta di Giulia Stoppelli
𝐹𝑎𝑟𝑖𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝑡𝑖𝑝𝑜 “00”: 1𝑘𝑔
𝑍𝑢𝑐𝑐ℎ𝑒𝑟𝑜: 500𝑔
𝑈𝑜𝑣𝑎: 12
𝑀𝑎𝑔𝑛𝑒𝑠𝑖𝑎 𝑒𝑓𝑓𝑒𝑟𝑣𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒: 30𝑔
𝐿𝑖𝑒𝑣𝑖𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑝𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑜𝑙𝑐𝑖: 1 𝑏𝑢𝑠𝑡𝑖𝑛𝑎
𝑂𝑙𝑖𝑜: 2 𝑐𝑢𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎𝑖
𝑀𝑎𝑛𝑑𝑜𝑟𝑙𝑒: 𝑞.𝑏. (𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎).
PROCEDIMENTO:
– In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero
– Aggiungete l’olio e la magnesia polverizzata
– Incorporate la farina un poco alla volta, fino ad ottenere un impasto sodo e compatto
– Aggiungete le mandorle sgusciate
– Aiutandovi con un cucchiaio, create dei filoncini (abbastanza distanziati fra di loro) su una placca da forno, rivestita di carta da forno
– Sulla superficie dei filoncini spolverate un poco di zucchero
– Cuocete fino a doratura, circa 15 minuti a 180°C, in forno preriscaldato
– Togliete dal forno e lasciate intiepidire i filoncini
– Con l’aiuto di un coltello, ben affilato, tagliate i filoncini a fette, della consistenza desiderata (circa 2 cm), e riposizionate le fette di friselle in una teglia, con il taglio verso l’alto
– Rinfornate fino a doratura, circa 5 minuti
– Sfornate e lasciate raffreddare il prodotto.
✍🏻Annotazioni:
– Per impastare è possibile utilizzare il frullatore, poiché l’impasto si presenterà di una giusta morbidezza tale da poterlo lavorare con facilità.
– La magnesia è possibile polverizzarla con il macinacaffè.
– Le mandorle devono essere semplicemente sgusciate, non tostate.
– Oltre alle mandorle, a piacimento, è possibile aggiungere gocce/pezzettini di cioccolata.
Il prodotto ottenuto, se ben conservato, può mantenere a lungo sapore e gusto inalterati nel tempo.